giovedì 19 novembre 2009

La lettera

Voglio utilizzare questo spazio per ringraziare l'amico Tomaso, oltre per i fantastici Cataloghi che ci ha offerto, anche per questa meravigliosa lettera autografa, scritta da Umberto Dei ad un amico negli anni 60, in cui discute dei suoi problemi familiari legati agli acciacchi della vecchiaia, spaziando poi verso discussioni legate al ciclismo professionistico dell'epoca.
...Notare a piè di pagina le sue scuse per l'aver utilizzato come carta da lettere le vecchie pagine intestate della ditta !
Un importante documento che mostra il lato umano del mitico industriale italiano.

martedì 17 novembre 2009

Bici capitoline

Questa foto quà sopra, è solo un assaggio di ciò che a breve potremmo ammirare, appena Edoardo avrà concluso la ricerca di una sella adatta a tale magnificenza... una Bianchi Benaco Extra del '55 che a breve fungerà da metro di paragone per ogni restauro delle di lei sorelle... anche un utile strumento per arricchire il vostro archivio personale! Dico questo perchè io l'ho potuta ammirare in anteprima e vi assicuro che di conservati come questi se ne vedono pochi! Manca solo il cartellino del prezzo ingiallito da polvere cinquantenaria.
Edoardo oltre che lesto con i ferri del mestiere è abile anche nella scrittura, d'altro canto ne esercità la professione, quindi non mi sono lasciato perdere l'occasione ed ecco che ci ha inviato una breve racconto, una piccola digressione, tutto incentrato proprio sulla tematica delle nostre amate biciclette, buona lettura:

"Quando la bici è capitolina. A Roma non si va in bicicletta, meglio: i romani non usano la bicicletta e, se escludiamo la Bassa Padana, gli italiani in genere non vanno molto in bici. I motivi sono tanti: il principale è che in Italia è stata inventata l'autostrada, già nel 1924, in Italia abbiamo inventato la Ferrari, la Lamborghini, la Maserati, ma soprattutto, la Fiat 500; in Italia incarniamo una sequela di luoghi comuni, dagli spaghetti al mandolino, che ti risparmio per carità. A Roma non si va in bicicletta, ma non sono le salite che spaventano - che pur ci sono - sono i tanti, tanti chilometri che si devono percorrere per attraversarla: in genere, chi abita nel punto A, lavora nel punto B, esattamente opposto. Io uso quasi esclusivamente la bici per muovermi in città, ma sono un privilegiato che abita in una zona centrale e ho uno stile di vita che più o meno è quello che aveva un abitante di questa città 60 anni fa, quando veramente Roma andava in bicicletta - vedi "Ladri di Biciclette" di de Sica .
Erano altri tempi, di povertà, certamente, di un dopoguerra in cui una bicicletta era una risorsa indispensabile per muoversi in una grande città. Ora la grande città si è trasformata in megalopoli, lungo autostrade pericolosissime e verso luoghi che già i miei occhi, e non quelli di mio nonno, videro essere “aperta campagna”, con tanto di fattoria, polli e pecorelle.
Dove andare in bici quindi? In centro? Sì, lì si usa ancora e l’utilizzo viene incentivato: stanno istallando il Bike sharing vicino alle ville e nel tempo libero si riscopre questo mezzo antiquato perché divertente, anarchico, pratico. Mi chiedo se questa riscoperta, che negli ultimi due anni si sta notando molto, tanto che i rivenditori di bici, già alla “canna del gas”, godono ora di nuove boccate di ossigeno; questa rinascenza, dicevo, non so se è moda o necessità di un popolo che è un po' meno ricco di prima: il fine settimana va meno verso le spiagge o la montagna e predilige restare nelle ville in città, meglio se con il velocipede che non consuma benzina ma pancetta e consente, così, di risparmiare anche su i centri estetici... Mi viene in mente una canzoncina di regime scritta nel 1937, quando l'Italia fu colpita dalle sanzioni per aver invaso l'Etiopia.
Si chiamava "Noi tireremo dritto" e una strofa diceva più o meno così: Durissima vigilia dei ghiottoni, saranno certo le sanzioni le pance tonde più non le vedremo ma noi frugali non moriremo... In tempi di vacche magre, però, il genio italico si risveglia e produce il meglio. Ecco che si vedono rispuntar fuori bici dalle forme accattivanti, risciò , tandem, incentivi, piste ciclabili - in sampietrini!!! ti è mai capitato di percorrere la pista ciclabile lungo il Tevere? esperienza orrenda! - e ciclisti della domenica a più non posso.
A Roma non si va in bici, ma tutti hanno una bici, così, da qualche polverosa cantina rispunta fuori qualche "pezzo" rimembrato, di quando s'era giovani, del babbo, del nonno. Viene portato alla ciclofficina e lì, stuprato con gomme e selle nuove. Il soddisfatto proprietario, sale in sella, si strappa i pantaloni e si fa un giro. No, non è cosa... ed ecco che, col fiato corto, torna a casa, accende il computer e su Ebay risolve il problema in modo definitivo: vendita! Sì, Sì, per carità, Vendita! Senza appello, senza rimpianti e su, di nuovo tutti in 500 come durante il grande boom italico.
Ecco così che l'Italia si riprenderà economicamente ed io, invece, mi ritrovo proprietario di una conservata, perché poco usata, Bianchi capitolina. Non ti ingannar troppo, però, la mia è poco usata, sì, ma non molto ben conservata... accidenti! Poteva essere perfetta se non vi avessero strusciato sopra, negli anni: una culla, un passeggino, le bottiglie del vino, un televisore vecchio, una lampada fuori moda, una cyclette, un manubrio da trecento chili (anche quello mai usato) un paraurti di una Panda che, anche se abbozzato, perché buttarlo??"
Edoardo Papa

lunedì 16 novembre 2009

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INFORMO TUTTI GLI UTENTI CHE HO APERTO DUE NUOVE SEZIONI DEL BLOG:

-CATALOGHI (COMPRESI QUELLI OFFERTI DAL FORUM DI PARAMANUBRIO)

- MERCATINO (CHI VUOLE INSERZIONARE UNA BICI O UN ACCESSORIO MI FACCIA PERVENIRE LA RICHIESTA VIA MAIL)

TROVATE LE NUOVE SEZIONI NEL MENU' A LATO...

BUONA VISIONE !

P.DESADE

Novegro Nov. 2009

Eccoci di ritorno dalle fatiche di Novegro, sabato il tempo ci ha graziato e per quasi tutto il giorno abbiamo potuto girovagare fra i banchetti senza il dannato ombrello.
Bella manifestazione come al solito, tanta gente e tanto da osservare, molte erano le bici viste e riviste anche nelle precedenti edizioni, ma alcune novità mi hanno incuriosito molto: il banco dei francesi con la loro fila di vecchi bicicli, Michaux e celeriferi e lo stand di un brav'uomo piacentino che ha disposto in bella mostra una spettacolare Maino sport anni 40, una rarissima Monterosa anni 30 e dulcis in fundo una super conservata Bianchi leve rovesce del 1903! (a breve il reportage)...
Nello stand degli amici di Monza, dove spuntava una fantastica e limitatissima (100 esemplari) Bianchi Folgorissima, ci siamo dati appuntamento per far due chiacchere e "interrogarci" a vicenda, nella foto ecco da sinistra Daniele alias Dborit felice per l'acquisto della sua Gerbi, L'amico Roberto soddisfatto di aver trovato ciò che cercava, Mario Labadessa direttore di Biciepoca.com che mi ha fracassato la spalla a furia di pacche di incoraggiamento per il mio blog e per quello di Mayno ed infine io, con zaino carico di merce di scambio... ah dimenticavo dietro alla macchina fotografica vi è Marco, l'Affarista, colui che con un balzo felino e poche decine di euro si è accaparrato una cassetta di dinamo e fari di pregio!
Ci si rivede a Ferrara...

giovedì 12 novembre 2009

Legnano 1933 - La storia

Il nostro nuovo amico Roberto mi ha concesso l'onore di presentarvi quella che per me è divenuta da pochi giorni il mio sancta sanctorum della bicicletta... la meta unica dei miei pensieri notturni... l'unica che si lascia descrivere con continui voli pindarici... questa magnifica Legnano del 1933, una signorina da corsa, anzi ex-corsa, perchè come ci spiegherà Roberto fra poche righe anche lei ha dovuto subire gli anni duri della guerra e come il suo padrone ha dovuto rimboccarsi le maniche e iniziare a sgobbare... mi ricorda molto la storia che ha caratterizzato la mia Larosa del 1934: http://biciclettedecadence.blogspot.com/search/label/LarosaMa lasciamo la parola al suo prorpietario, l'unico che può esprimere tutto il passato che ha toccato questa magnificenza a due ruote:
"Era di proprietà di Mario Mostini, cugino di mio nonno, classe 1914, morto nel maggio 1989. Aveva una cura meticolosa per la sua bicicletta, praticamente è stata usata pochissimo! Nata come bici da corsa, mi raccontatava come fosse stata trasformata in seguito. Richiamato in guerra, con il suo Reparto di Cavalleria nel 1940, avvolse la bici negli stracci e la appese sopra il letto nella propra camera. Durante i mesi di guerra, Mario parlò della bici ad un commilitone, evidentemente disonesto, il quale ritornato in licenza, si recò dalla madre di Mario, chiedendo la bicicletta in prestito. La madre capì e disse di non avere alcuna bicicletta, pertanto la bici si salvò. Finita la guerra per breve periodo Mario lavorò come manovale in un impresa edile. Negli spostamenti era necessario caricare il secchio di lamiera contenente gli arnesi.Per non rovinare la bici, Mario usava fasciare la canna centrale con carta dei sacchi del cemento o con stracci, per potere appoggiare il secchio senza rovinare la vernice. Più tardi, per il lavoro Mario riuscì a comperare una bici di seconda mano, dalla madre di "un suo amico morto nella ritirata di Russia". Si trattava una Legnano da donna, 26", con parafango anteriore lungo, verniciata di verde con l'avanzo di smalto usato per la cancellata! Comprata la bici di seconda mano, la Legnano da uomo rimase ritirata sotto un telo ed utilizzata solo per le grandi occasioni. Mario conservava anche la fattura del ciclista datata 1933, putroppo non l'ho ritrovata!Colpevolmente fui io a buttare la bici da donna, dopo la morte di Mario, la utilizzò mia sorella per andare alla stazione, poi si dissaldò la brasatura di un forcellino anteriore e così intorno al '90/'91 fece una brutta fine!"
Questa bici a mio modesto parere è qualcosa di sublime, a parte la conservzione impareggiabile, balza subito all'occhio il magnifico manubrio "Monterosa" con fanale incorporato, è un esemplare molto raro, accaparrarsi un modello di manubrio del genere può essere una spesa a doppio zero in qualunque mercatino... Inoltre non trascuriamo il fatto che questa bellezza è sostanzialemente il modello da corsa top di gamma della Legnano, quindi già di per sè è una bici da far girar la testa.. di certo gli sarà capitato al mitico Binda, quando vinse molteplici trofei in sella alla saetta legnanese...
Nella foto qua in cima, si può notare oltre al prezioso numero seriale, la vite stringi sella posta nella convergenza fra il piantone e il tubo orizzontale, una posizione alquanto insolita, ma che caratterizzerà tutta la produzione da competizione delle Legnano, fino agli anni 60 con l'ultima produzione del modello "Roma".
Il tutto è finemente intarsiato dalle filettature rosse che si rincorrono sui tubi del telaio, oltre alle pennellate che incorniciano le pregiate congiuzioni!
Non ho altre parole.... lascio modo a voi di sbizzarrirvi nei complimenti !

lunedì 9 novembre 2009

PUCH e Bici tedesche

Dall'amico Paolo da Fe ci aspettiamo sempre grandi pezzi, resi celebri nel nostro passato, magnificamente prodotti dalla maestria italiana e finemente rinnovati dalle mani dello stesso Paolo.
Oggi ci presenta un suo ritrovato, una bici straniera di produzione Austriaca, marca PUCH, nota ai più per le mitiche motociclette...
Questo post è dedicato a tutti coloro che si ritrovano in mano questi bisonti teutonici e non ne sanno nulla a riguardo: invece ciò che bisogna sapere sulle bici tedesche (e austriache) è molto semplice e talvolta risulta noioso. Infatti è bene sapere che dopo gli anni 30, tutti i marchi tedeschi si omologano, iniziano a produrre biciclette che nonostante la marca differente sono tutte esattamente uguali alle altre!
Questo mio ragionamento potrebbe sembrare ingeneroso verso la tecnologia tedesca, a vantaggio del nostro made in italy... non è così: queste bici sono frutto dell'eccellente ingegneria tedesca, avanti di 30 anni rispetto a ciò che girava contemporaneamente in Italia, tant'è che vedendo una bici tedesca anni 20/30 all'occhio poco allenato potrebbe sembrare molto più recente, proprio per la fattura e per la modernità delle sue finiture e caratteristiche.
Però và precisato che dopo gli anni 30 la produzione tedesca si è omologata, se non fosse per le vistose corone (e in questa Puch ne abbiamo un meraviglioso esempio) e per i colorati fregi, queste bici potrebbero essere considerate modelli medesimi!
Tecnicamente l'impostazione è sempre la stessa: contropedale posteriore e tampone davanti, l'onnipresente movimento a "campana" (anche quì è netta la forza della meccanica tedesca: il mvimento a campana, tanto ricercato sulle italiane Taurus, in Germania è la prassi comune anche sulle bici di basso profilo!).
La geometria del telaio è la medesima per tutti i modelli: per l'uomo si nota una pronunciata propensione del "triangolo" principale verso la ruota anteriore, mentre per la donna il telaio a "collo di cigno" è una costante.. di certo non sono bici affascinanti e nemmeno leggiadre, inoltre la loro pesantezza non contribuisce alla causa, di contro vi è, però, una robustezza ed una fluidità ineccepibile ! Il carro posteriore è sempre del tipo a forcellini uniti che garantisce maggiore resistenza inoltre il forcellino superiore è sempre "mobile" che và a fissarsi subito dietro il reggisella, questo accorgimento è necessario per avere maggiore flessibilità alla struttura, utile per affrontare le asperità del terreno.
I cerchi hanno una sezione ben diversa da quella nota in Italia con i cerchi R, quelli tedeschi hanno una sezione molto massiccia e pronunciata... la misura in questo caso è una 28 x 1/2.
La conservazione di questa Puch è eccezzionale, dovrai faticare poco caro Paolo per rimetterla in pista: una sella consona e un paio di manopole corrette ed è pronta per affrontare le strade più impervie !


giovedì 5 novembre 2009

FILETTATURE - NOVITA'

A SEGUITO DI UN PASSAPAROLA E DI UNA RICERCA, HO TROVATO UN ABILISSIMO RAGAZZO, ED ORA AMICO, CHE ESEGUE FILETTATURE PROFESSIONALI CON I "PENNELLI A SPADA".
OPERA A MILANO, DI SICURO SARA' UNA VALIDO AIUTO PER CHI CI TIENE A FILETTARE LA PROPRIA AMATA BICICLETTA E NON SOLO: VISIONATE IL SUO SITO E VERIFICATE I SUOI LAVORI!
Ho aggiunto il suo contatto anche nella sezione: "Consigli per il restauro".
ANDREA (EXPLO): http://www.explo75.com/