Dall'amico Paolo da Fe ci aspettiamo sempre grandi pezzi, resi celebri nel nostro passato, magnificamente prodotti dalla maestria italiana e finemente rinnovati dalle mani dello stesso Paolo.Oggi ci presenta un suo ritrovato, una bici straniera di produzione Austriaca, marca PUCH, nota ai più per le mitiche motociclette...
Questo post è dedicato a tutti coloro che si ritrovano in mano questi bisonti teutonici e non ne sanno nulla a riguardo: invece ciò che bisogna sapere sulle bici tedesche (e austriache) è molto semplice e talvolta risulta noioso. Infatti è bene sapere che dopo gli anni 30, tutti i marchi tedeschi si omologano, iniziano a produrre biciclette che nonostante la marca differente sono tutte esattamente uguali alle altre!
Questo mio ragionamento potrebbe sembrare ingeneroso verso la tecnologia tedesca, a vantaggio del nostro made in italy... non è così: queste bici sono frutto dell'eccellente ingegneria tedesca, avanti di 30 anni rispetto a ciò che girava contemporaneamente in Italia, tant'è che vedendo una bici tedesca anni 20/30 all'occhio poco allenato potrebbe sembrare molto più recente, proprio per la fattura e per la modernità delle sue finiture e caratteristiche.
Però và precisato che dopo gli anni 30 la produzione tedesca si è omologata, se non fosse per le vistose corone (e in questa Puch ne abbiamo un meraviglioso esempio) e per i colorati fregi, queste bici potrebbero essere considerate modelli medesimi!Tecnicamente l'impostazione è sempre la stessa: contropedale posteriore e tampone davanti, l'onnipresente movimento a "campana" (anche quì è netta la forza della meccanica tedesca: il mvimento a campana, tanto ricercato sulle italiane Taurus, in Germania è la prassi comune anche sulle bici di basso profilo!).
La geometria del telaio è la medesima per tutti i modelli: per l'uomo si nota una pronunciata propensione del "triangolo" principale verso la ruota anteriore, mentre per la donna il telaio a "collo di cigno" è una costante.. di certo non sono bici affascinanti e nemmeno leggiadre, inoltre la loro pesantezza non contribuisce alla causa, di contro vi è, però, una robustezza ed una fluidità ineccepibile ! Il carro posteriore è sempre del tipo a forcellini uniti che garantisce maggiore resistenza inoltre il forcellino superiore è sempre "mobile" che và a fissarsi subito dietro il reggisella, questo accorgimento è necessario per avere maggiore flessibilità alla struttura, utile per affrontare le asperità del terreno.
I cerchi hanno una sezione ben diversa da quella nota in Italia con i cerchi R, quelli tedeschi hanno una sezione molto massiccia e pronunciata... la misura in questo caso è una 28 x 1/2.La conservazione di questa Puch è eccezzionale, dovrai faticare poco caro Paolo per rimetterla in pista: una sella consona e un paio di manopole corrette ed è pronta per affrontare le strade più impervie !


















